VERONA - 2

GENOA - 1

VERONA (3-4-2-1): Silvestri 6; Rrahmani 6, Gunter 6, Kumbulla 6; Faraoni 6, Amrabat 6.5 (46’st Badu sv), Veloso 6, Lazovic 6.5; Pessina 6.5, Zaccagni 7 (43’st Pazzini sv); Verre 6.5 (49’st Dawidowicz sv). In panchina: Berardi, Radunovic, Vitale, Adjapong, Bocchetti, de Oliveira, Danzi, Stepinski, Di Carmine.

Allenatore: Juric 7

GENOA (3-5-2): Perin 6.5; Biraschi 6, Romero 4.5, Criscito 5.5; Ankersen 5.5, Cassata 6, Schone 6 (8’st Behrami 5), Sturaro 6, Barreca 6.5; Pandev 6 (14’st Favilli 5.5), Sanabria 6.5 (30’st Agudelo 6). In panchina: Marchetti, Radu, Goldaniga, Ghiglione, Jagiello, Pajac, Radovanovic, El Yamiq, Destro.

Allenatore: Nicola 5.5

ARBITRO: Mariani di Aprilia 5.5

RETI: 41’pt Sanabria; 10’st Verre (rigore), 20’st Zaccagni.

NOTE: serata serena, terreno di gioco in buone condizioni. Ammoniti: Rrahmani, Criscito, Schone, Amrabat, Pandev, Verre, Behrami, Cassata, Favilli. Angoli: 4-2 per il Verona. Recupero: 0’; 4’+1’

 

VERONA - Il Verona non si ferma più e mette nel mirino addirittura la zona Europa League. Gli uomini di Juric confermano l’ottimo momento di forma rimontando il Genoa sul 2-1 e portandosi a -4 (con una partita da recuperare) dal sesto posto occupato dal Cagliari. Sanabria illude ma Verre e Zaccagni impediscono ai rossoblu di abbandonare, almeno per 24 ore, la zona retrocessione. Dopo quindici minuti di ritardo dall’orario inizialmente fissato per le linee dell’area di rigore da ridisegnare, Juric conferma il proprio undici senza una vera punta di ruolo e con Verre chiamato al ruolo del falso nove; Nicola si affida invece al 3-5-2 e ripropone il tandem d’attacco formato da Pandev e Sanabria. Avvio cauto per entrambe le squadre ma al 16’ Lazovic trova spazio per correre veloce verso l’area rossoblu: l’esterno scaligero si accentra e scarica un potente destro sul primo palo, trovando però una grande risposta di Perin.

Il portiere del Grifone si ripete al minuto 28 quando nega la gioia del gol a Pessina, autore di una bella girata al termine di un’ottima trama offensiva. Come un fulmine a ciel sereno, però, arriva il vantaggio ospite al 41’: palla recuperata a metà campo, Cassata apre sulla sinistra per Barreca che pesca al centro dell’area Sanabria, bravo nell’anticipare tutti e freddare Silvestri per lo 0-1. L’Hellas torna a premere nella ripresa per rientrare in partita, il Genoa fa densità e Nicola gioca la carta Behrami per rinforzare il centrocampo al posto dell’ammonito Schone. Al 54’, tuttavia, Romero regala con un’ingenuità un calcio di rigore al Verona: Zaccagni mette la gamba per primo e subisce il colpo del numero 17, Mariani non ha dubbi e indica il dischetto. Dagli undici metri è Verre ad assumersi la responsabilità spedendo la palla sotto la traversa con una potente tasformazione.

Negli ospiti scocca l’ora di Favilli, grande protagonista in Coppa Italia col Torino, ma sono sempre i gialloblu a mantenere il comando delle operazioni trovando il meritato vantaggio al 65’. Perin si oppone al rasoterra di Rrahmani, Ankersen non riesce a liberare e per Zaccagni è un gioco da ragazzi insaccare a porta sguarnita. La reazione del Genoa non si materializza anche a causa del dispendioso ottavo di finale di Coppa Italia, l’Hellas ringrazia e compie un altro importante balzo in classifica. Chance mancata invece dal Grifone, sempre terzultimo e atteso dal difficile test casalingo contro la Roma della prossima giornata.